Aver approfittato dell'iniziativa di due importanti quotidiani che vendevano, assieme al giornale, anche un libro, è stata un'ottima occasione per rileggere assieme a mia figlia, molti classici della letteratura.
 

Isabel Allende: Paula
Italo Svevo: La coscienza di Zeno
Fedor Michajlovic Dostoevskij: Il giocatore
Fedor Michajlovic Dostoevskij: Delitto e castigo
Milan Kundera: L'insostenibile leggerezza dell'essere
Lev Tolstoj: Anna Karenina
Lev Tolstoj: La morte di Ivan Il'ic
Lev Tolstoj: Guerra e Pace
Franz Kafka: Il processo
Milan Kundera: L'immortalità
Italo Svevo: Senilità

Jane Austen: Orgoglio e pregiudizio
Jane Austen: Emma
Isabel Allende: La casa degli spiriti
Fedor Michajlovic Dostoevskij: L'idiota
Alexandre Dumas (figlio): La signora delle camelie
Johann Wolfgang Goethe: I dolori del giovane Werther
Johann Wolfgang Goethe: Le affinità elettive

Henrik Ibsen: Casa di bambola
Gustave Flaubert: Madame Bovary
Emily Brontë: Cime tempestose

   

La morte di Ivan Il'ic
Lev Tolstoj
 
Questo racconto è considerato uno dei capolavori di Tolstoj. Il modesto e scialbo funzionario Ivan Il'ic, che per tutta la vita ha avuto il culto della "piacevolezza" e della "decenza", si trova d'un tratto a fronteggiare l'indecenza suprema: la malattia e la morte, davanti alla quale tutti gli altri, i sani, si ritraggono, lasciandolo completamente solo. Solo il giovane servo Gerasim, nella sua purezza di cuore, potrà dargli un po' di conforto in tanta angoscia. A mano a mano che la potente, spietata analisi di Tolstoj si addentra nello sfacelo del corpo, nei terrori dello spirito, Ivan Il'ic perde i suoi connotati borghesi e diventa semplicemente un uomo solo davanti al nulla.
 
In pochissime pagine, che si leggono con sempre maggiore frenesia, sono stata catapultata all'interno della vita di questo personaggio alle soglie della morte, ed ho assistito impotente ed atterrita, alla più spaventosa e profonda paura di un essere umano la cui disperazione era illimitata e irrimediabile. L'ho letto in una notte e lo consiglio.
 

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Anna Karenina
Lev Tolstoj
 
Anna Karénina è la storia della passione disordinata di una signora dell'aristocrazia russa che, infrangendo tutti gli schemi borghesi, rinuncia al figlio e abbandona il marito, per amore di Alessio Vronskij con cui fugge all'estero. Non trova però la serenità sperata e finisce tragicamente i suoi giorni con il suicidio. Attorno a questa vicenda si snodano altre storie e altri personaggi tra cui l'amore felice di Lévin e Kitty che scoprono che la realtà consueta, lontano dall'essere meschina e squallida, è assai preziosa e bella.
 
La caratteristica di questo libro è il mettere a confronto un amore disperato e infelice e la scoperta della realtà e la delizia di scorgere in essa qualcosa di prezioso e d'inaspettato, qualcosa che i sogni non contenevano, e che rende possibile la coscienza del proprio essere.
Coinvolgente e emozionante, non ti puoi riconoscere in nessuno dei personaggi, ma nello stesso tempo ti riconosci in tutti.

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Guerra e pace
Lev Tolstoj

La drammatica esperienza della guerra e dell'invasione napoleonica del 1812, il patriottismo e le aspirazioni religiose del popolo russo, l'eroismo, gli amori, le disillusioni e le speranze dei membri di due nobili famiglie in un grandioso affresco storico e di straordinaria potenza evocativa. L'opera più celebre della letteratura russa e una delle più grandi della letteratura mondiale.
 

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Delitto e castigo
Fedor Michajlovic Dostoevskij

Raskòlnikov, uno studente espulso dall'università, decide di uccidere una vecchia usuraia per dimostrare a se stesso di essere un uomo 'eccezionale', al di là del bene e del male. Rimasto travolto dal proprio atto e tormentato dalla coscienza del proprio fallimento, si consegna spontaneamente alla giustizia, cedendo a quella stessa norma che credeva di poter travalicare. Colpa, condanna ed espiazione, questi i capisaldi di "Delitto e castigo", romanzo 'poliziesco' che trasforma il giallo di un delitto nel mistero insondabile dell'anima umana, esposta alla tragedia della propria libertà. Incentrato su un unico personaggio - l'omicida Raskòlnikov - e concepito da Dostoevskij per "scavare a fondo tutti i problemi" dello spirito umano, il romanzo si popola tuttavia di molteplici figure, ognuna delle quali possiede una propria autonomia e compiutezza. Sullo sfondo, una città fantasma: San Pietroburgo, teatro infernale di un'umanità degradata, simbolo dell'isteria di un mondo sul ciglio del proprio abisso.


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L'idiota
Fedor Michajlovic Dostoevskij

Una parabola di tre amori: Myskin e Nastàs'ja, Aglàja e Myskin, Nastàs'ja e Rogòzin: "Se davvero tutte queste sono forme d'amore, ebbene è il concetto stesso di amore che ci si dissolve tra le mani, come una chimera che può assumere le forme più assurde e contradditorie, fino a far perdere qualsiasi senso al suo stesso nome". Un romanzo intessuto di tutti i principali temi della narrativa dostoevskiana, del dilemma dell'esistenza; un racconto polifonico di personaggi ambigui, non conclusi, che ruotano attorno alla figura del principe Myskin. Egli non è un profeta, né un cercatore di Dio che spera di trovare la Verità, un credo che gli sveli il significato della vita; no, l'"idiota" è un malato, a metà strada tra l'angelo e l'uomo, "uno che cerca nell'intimo della sua coscienza le motivazioni essenziali del suo modo di essere, evitando da una parte le insidie della volontà di autoaffermazione, e dall'altra ogni tentazione di voler rappresentare un modello o un esempio per gli altri, di pretendere di indicare a essi la via. Il mondo gli appare come un immenso enigma, che ora lo riempie di gioiosa e ammirata esultanza, ora invece gli fa avvertire una dolorosa stretta al cuore per lo struggente sentimento di essere l'unico estraneo a quel 'banchetto'".

 

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Il giocatore
Fedor Michajlovic Dostoevskij

La passione di quasi un decennio per il gioco d'azzardo, vissuta da Dostoevskij con incontenibile entusiasmo per l'inebriante commistione di audacia, voluttà e di sofferenza in esso contenuta, viene narrata in questo romanzo scritto in ventisei giorni. La duplice attrazione del protagonista per il gioco e per l'altera e inquietante Polina, pur in circostanze, ambienti e atmosfere vagamente allucinate, riflette le circostanze e gli ambienti reali della personale vicenda dell'autore. Ma un altro motivo autobiografico determina un più segreto e vertiginoso intreccio nella storia: in una condizione di implacabile necessità (Dostoevskij deve consegnare il manoscritto in un tempo brevissimo, pena l'acquisizione dei diritti sulle sue opere da parte di un editore-usuraio), un uomo già divorato dalla passione per la roulette scrive della natura sovranamente superflua del gioco. E mentre s'innamora di una donna serena, salda, positiva, oscillante tra desiderio di schiavitù e pulsione omicida per quella donna ambigua, imprevedibile, possessiva.

 

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Il processo
Franz Kafka

A Josef K., un giovane impiegato di banca che conduce una tranquilla vita borghese, viene notificato di essere in arresto per una colpa misteriosa. Il giovane cerca di difendersi, ma non riesce neppure a sapere di che cosa precisamente venga accusato. Lenta ma inarrestabile, la macchina processuale invaderà a poco a poco tutta la sua esistenza finché, solo e abbandonato da tutti, Josef K. accetterà di soccombere. Scritto nel 1925, variamente e discordemente interpretato dalla critica, "Il processo" è forse il romanzo di Kafka che meglio descrive l'angosciosa condizione dell'uomo in una società divenuta ormai troppo complessa, vissuta come un meccanismo implacabile e fine a se stesso, indifferente a qualsiasi autentico valore.
 

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Orgoglio e pregiudizio
Jane Austen

"Orgoglio e pregiudizio" è certo il più famoso e letto dei sei romanzi scritti da Jane Austen. Ambientato nella provincia inglese sul finire del XVIII secolo, ne ritrae con acume e garbo incantevole le abitudini, la mentalità, i riti, offrendoci un quadro tra i più convincenti e realistici della società del suo tempo. Così ancora oggi, a duecento anni di distanza, riesce a coinvolgere e divertire il lettore raccontando la storia delle cinque sorelle Bennet alle prese con i loro corteggiatori, le manovre della madre per farle maritare convenientemente, le schermaglie della brillante e orgogliosa Elizabeth con l'altezzoso Darcy, che alla fine rinuncerà ai propri pregiudizi pur di conquistarla.

Divertente e scorrevole. Nonostante la mentalità di quel periodo, ci si riesce ad immedesimare nei personaggi, tanto da sentirsi trascinati nella bellissima storia.

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Emma
Jane Austen

È la storia di Emma Woodhouse, affascinante figura di donna che ha ispirato il film di successo. Ereditiera bella e un po' viziata, giovane e sola, narcisista e intelligente, Emma, pur ritenendo di non doversi sposare, trascorre il suo tempo cercando di combinare matrimoni tra amici e conoscenti. In questo scenario, solo apparentemente tradizionale, si innesta una serie di fraintendimenti tra la protagonista e gli altri personaggi, quasi una "commedia degli equivoci" che costituisce il motore principale dell'intreccio. L'eroina austeniana scambia la realtà con la propria immaginazione manifestando, quasi fosse un don Chisciotte al femminile, una moderna difficoltà comunicativa con gli altri. Alla fine, "Emma" si rivela una satira divertente e spietata di ogni pretesa di razionalità assoluta.

Meglio il libro del film!

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Paula
Isabel Allende

Paula, nata il 22 ottobre 1963, è una ragazza felice, innamorata di suo marito, appassionata del suo lavoro. La sua è una vita semplice, e non ha niente a che vedere con quella di sua madre Isabel.
Due donne, due destini diversi. Improvvisamente, a ventott'anni, Paula si ammala di una malattia gravissima, la porfiria, che la trascina in un coma da cui non c'è ritorno. Isabel accorre al suo capezzale per cercare di trattenerla in vita o, forse, per accompagnarla dolcemente verso la fine... Grazie alla magia della scrittura, cerca di "distrarre la morte", cerca di trovare un senso a una tale tragedia evocando la sua esuberante e bizzarra famiglia perché circondi Paula e la aiuti a superare, senza perdersi, il confine della vita. Un'autobiografia, una storia esemplare di dolore e di speranza, una straordinaria confessione sulla genesi delle sue opere, i suoi viaggi, gli amori: Isabel Allende, mescolando con franchezza e umanità il riso al pianto, dice addio a Paula come donna per darle il benvenuto come 'spirito'. Perché non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.

È bellissimo e agghiacciante allo stesso tempo: l'autrice riesce a farti immedesimare nel suo dolore, a farti sentire quello che lei stessa ha provato, un libro indimenticabile perché anche nel dolore la Allende non scade nel patetico: un'angoscia sopportata con dignità riesce sempre ad insegnare qualcosa.
 

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La casa degli spiriti
Isabel Allende

Una saga familiare del nostro secolo in cui si rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo. Un grande affresco anche per il fascino e l'emozione che suscita.

E' un libro, una favola, una storia, raccontata da una scrittrice libera....
Si viene catapultati in una realtà familiare, storica e spirituale mai vista. L'impegno politico e l'amore scaturiscono dai personaggi arrivando fino al cuore di chi legge. Ci si affeziona a loro e si impara a conoscerli ed amarli tutti. Da loro si apprende un modo di amare silenzioso ma palpabile. È un libro che va letto attentamente, senza peccare di superficialità: bisogna entrare nella storia per comprenderla appieno.

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La signora dalle camelie
Alexandre Dumas

La signora delle camelie è uno di quei romanzi che, pur datati, riscuotono da decine di anni un notevole consenso popolare. Oggetto di critiche ed interpretazioni fra le più disparate e contrarie, il romanzo che, rispetto alle più celebri riduzioni teatrali ed operistiche, vanta una maggiore analisi psicologica dei personaggi ed un'immediatezza e credibilità sicuramente motivati dalla presenza del narratore-testimone, non può che avvincere il lettore fin dalle prime righe. L'amore profondo e puro di Margherita ed Armando, contrastato in nome delle buone regole piccolo-borghesi, anche quando la "peccatrice" si redime; l'abnegazione ed il sacrificio incompreso di costei, la nobiltà d'animo che pervade le ultime pagine del suo diario, elevandola sopra lo stesso mondo che aveva puntato contro di lei lo stesso indice accusatore, ci fanno dimenticare carrozze e cavalli e vivono in quanto sentimenti umani e perpetuabili.

È una bellissima favola amara, che mi ha commosso e mi ha fatto sognare. Diversa e decisamente migliore di tutte le versioni cinematografiche ed operistiche che circolano da sempre.

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I dolori del giovane Werther
J. Wolfgang Goethe

Attraverso le lettere scritte dal protagonista, viene narrata la passione infelice di Werther. giovane artista borghese rifugiatosi in campagna, per Lotte, onesta fanciulla di nobili sentimenti, fidanzata con Albert. Instaurato un rapporto di pura confidenza, egli finirà per innamorarsi perdutamente della bella giovane, nel frattempo sposatasi con il suo promesso. Cedendo alle effusioni di Werther, Lotte deciderà in nome della morale, di allontanarlo dalla sua vita, provocandone il suicidio.
Quest'opera conserva ancora oggi un fascino profondo, una sua inconfondibile originalità, caratterizzata dalle contraddizioni provocate dagli stati emozionali del personaggio, ora rapito nell'osservare la bellezza estasiante di un frammento di natura, ora rinchiuso in se stesso, mentre nel suo cuore si agitano tempestose passioni.

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Le affinità elettive
Johann Wolfgang Goethe

Geniale rappresentazione della disgregazione della società aristocratica settecentesca e del tramonto di un mondo, "Le affinità elettive" cela in sé, sotto apparenze semplicissime, una malinconica riflessione sulla potenza dell'eros e sull'irreversibile scorrere del tempo, ma anche sul contrasto tra natura e istituzioni dell'uomo e sul conflitto distruttivo che da esso scaturisce.


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Casa di bambola
Henrik Ibsen

La leggenda di Nora è tenace, resistente, dura a morire. Da oltre cent'anni "Casa di bambola" è considerata (a torto...) come una delle più celebri testimonianze a favore della lotta femminista, o per lo meno come una persuasiva perorazione dell'eguaglianza tra i sessi. Ma in realtà, se si legge il testo senza preconcetti, si scopre facilmente che non solo l'ottica ibseniana è tutta all'interno dell'ideologia del matrimonio, ma che, anzi, si tratta di un matrimonio sbilanciato in cui il marito è in pratica un marito-padre, dominatore e protettivo al tempo stesso, e la moglie è una moglie bambina, subalterna, bisognosa di soccorso (e ben contenta di aver bisogno di soccorso). Se Nora è ferocemente critica con il marito Torvald, se alla fine decide di andarsene di casa, ciò avviene non già perché Torvald sia un marito troppo padre padrone bensì, all'opposto, perché troppo poco padre padrone, perché nel momento dell'aiuto non è accorso al galoppo, in suo aiuto un angelo intrepido come un San Giorgio. Conclusione, questa, che potrà risultare sconcertante per chi è abituato a concepire Ibsen come l'anti-Strindberg, intellettuale ottocentesco progressivo, autore di una drammaturgia civile, condottiero intransigente di battaglie per la liberazione della donna, ma lo strindberghismo ibseniano è un'acquisizione convincente della critica più aggiornata, una rivoluzione copernicana cui non è più possibile rinunciare.
 

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Madame Bovary
Gustave Flaubert

Sullo sfondo della provincia francese della metà dell'Ottocento, la vicenda di Emma Bovary, moglie borghese inquieta e frustrata alla vana ricerca di un appagamento sentimentale e di una promozione sociale. Come ha scritto Margherita Giacobino nella sua Postfazione, Flaubert ha ritratto in Emma Bovary "l'inconsistenza drammatica e grottesca della donna del ventesimo secolo, velleitaria, consumista, sognatrice, nevrotica e autopunitiva [ ... ] Emma Bovary è la donna che la società del nostro secolo ci propone e ci pubblicizza, enfatizzandone la bellezza e il potere seduttivo, e tacendone le miserie; è la donna che tutte noi potremmo diventare, se fossimo, come lei, pronte a cadere nello specchio che l'uomo ci porge e in cui, per primo, si rispecchia".


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Cime tempestose
Emily Bronte

Nell'inquietante selvaggia brughiera dello Yorkshire una passione distruttiva travolge la vita di due esistenze in conflitto: Heathcliff, misterioso trovatello, non si rassegnerà mai a perdere la sua Catherine, la cercherà, perseguiterà e amerà sempre. Un capolavoro della letteratura inglese e unico romanzo di una grande scrittrice, che in quell'ambiente isolato puritano è sempre vissuta e vi è morta, appena trentenne.
 

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La coscienza di Zeno
Italo Svevo

Rimasto incompreso per lungo tempo, "La coscienza di Zeno" è il più importante romanzo di Svevo e uno dei capolavori della letteratura italiana contemporanea. È il resoconto di un viaggio nell'oscurità della psiche, nella quale si riflettono complessi e vizi della società borghese dei primi del Novecento, le sue ipocrisie, i suoi conformismi e insieme la sua nascosta, tortuosa, ambigua voglia di vivere. L'inettitudine ad aderire alla vita, l'eros come evasione e trasgressione, il confine incerto tra salute e malattia diventano i temi centrali su cui si interroga Zeno Cosini in queste pagine bellissime che segnarono l'inizio di un modo nuovo di intendere la narrativa. Primo romanzo "psicoanalitico" della nostra letteratura, quest'opera rivoluzionaria seppe interpretare magistralmente le ansie, i timori e gli interrogativi più profondi di una società in cambiamento.

 

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Senilità
Italo Svevo

A trentacinque anni Emilio Brentani vive un'esistenza grigia accanto alla sorella Amalia, una donna semplice e buona, ma non più giovane né bella finché incontra Angiolina, una vitale e 'facile' popolana con cui intreccia una relazione. Emilio attribuisce a questo rapporto un significato che l'indole morale della ragazza non sa sostenere. L'amico Balli viene coinvolto nella vicenda e Angiolina ne diventa l'amante. Amalia se ne innamora nascostamente; quando il suo sentimento viene scoperto, sentendosi frustrata e derisa si stordisce con l'etere e ne muore. Emilio, completamente vinto dalle vicende, rinuncia a sentirsi vivo e sceglie 'la senilità', rinunciando così anche alle emozioni e ai sentimenti.


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L'immortalità
Milan Kundera

Kundera ha l'arte di dire nel modo più limpido le cose che è più difficile dire a se stessi. E in questo romanzo ha teso all'estremo questa sua capacità.
A partire dal semplice gesto di un braccio, da cui vediamo nascere - quasi davanti ai nostri occhi - un memorabile personaggio femminile, sino a figure di 'grandi uomini' come Goethe e Hemingway, colte nel proprio imbarazzo di fronte al loro ruolo di 'immortali', una tessitura musicale finissima di temi e di caratteri ci avvolge in queste pagine, che procedono per sorprese magistralmente scandite, al punto di introdurre uno dei personaggi più importanti proprio quando la narrazione si avvia alla fine. Se l'arte del romanzo ha oggi ancora una voce, è quella che ci parla e ci trascina dietro di sé in questo libro.
 

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L'insostenibile leggerezza dell'essere
Milan Kundera

Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell'intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere.
Italo Calvino

Chi è pesante non può fare a meno di innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell'aria, tra il fantastico e il possibile: mentre i leggeri sono respinti dai loro simili e trascinati dalla 'com-passione' verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Così accade nel romanzo: Tomas ama Tereza, Tereza ama Tomas: Franz ama Sabina, Sabina (almeno per qualche mese) ama Franz; quasi come nelle "Affinità elettive" si forma il perfetto quadrato delle affinità amorose.
Pietro Citati

 

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